I CANI RANDAGI DI DON MIMÌ

Don Mimì Galluccio è stato il sacerdote della Chiesa San Ludovico d’Angiò a Marano, dopo la sua morte, uno strano fenomeno con protagonisti i suoi cani si ripeteva due volte al giorno.

CHIESA DI SAN LUDOVICO D’ANGIÒ

Don Mimì Galluccio è stato il sacerdote della Chiesa San Ludovico d’Angiò a Marano fino al 16 giugno 2003, anno in cui morì per colpa di un male incurabile.

Don Mimì, era un parroco molto amato dai suoi parrocchiali, viene descritto da chi lo ha conosciuto un uomo buono, sempre pronto a fare beneficenza e a sacrificarsi in favore del prossimo, era solito indebitarsi per sostenere diverse iniziative sociali e per migliorare e ingrandire la sua chiesa.

Ancora oggi è rimpianto e venerato come un santo dai suoi numerosissimi fedeli.

DON MIMÌ GALLUCCIO

Don Mimi era molto legato anche i cani randagi, ai quali dava ricovero perché non graditi a qualcuno del posto che avrebbe voluto cacciarli, ma Don Mimì non lo permise, anzi, fece curare a proprie spese uno di quei cani ammalati di tumore. Anche i cani amavano il prete, infatti avevano la singolare abitudine di scortarlo nei cortei funebri fino al cimitero, per poi tornare alla parrocchia.

Dopo la morte di Don Mimì, uno strano fenomeno si ripeteva due volte al giorno, a mezzogiorno e alle diciotto in punto, quando le campane, dopo i rintocchi che scandiscono l’ora, intonano l’Ave di Lourdes, melodia cara a don Mimì, tutti i cani randagi di don Mimì Galluccio, come mossi da un unico richiamo si radunavano nel cortile della Chiesa San Ludovico d’Angiò e iniziavano a ululare, rivolgendo lo sguardo in cielo, smettevano solo sull’ultima nota. Una volta, uno dei cani se ne stava in disparte: fu il capobranco, col muso a spingerlo a unirsi al gruppo.

La gente gridò al miracolo, e ancora oggi, anche se i famosi cani sono tutti morti, i fedeli sono convinti che dietro questo singolare avvenimento, c’era la mano dal cielo del parroco buono di Marano.

INTERNO DELLA CHIESA DI SAN LUDOVICO D’ANGIÒ

 

 

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Fonte immagini: Internet