IL LEGAMENTO D’AMORE DEL “VOTA SEGGIA”

Esiste un rituale abbastanza sconosciuto che ha origini antichissime chiamato ” ‘o vota seggia”, scopriamo insieme in cosa consiste questo rituale.

Esiste un rituale abbastanza sconosciuto che ha origini antichissime, praticato dalle anziane del sud chiamato “‘o vota seggia” o “il rito con la sedia di paglia”, il rituale veniva richiesto dalle giovani fanciulle come legamento d’amore.

Il rito, che veniva celebrato di notte da una fattucchiera, consisteva nell’usare una sedia di paglia che proveniva da una chiesa o sagrestia, poggiarla a terra su un solo piede, l’anziana poi conficcava con forza nella paglia una forchetta e mentre veniva tenuta per un pomello nel palmo della mano, con un abilità non indifferente, si faceva roteare velocemente, fissando il pensiero sulla persona oggetto della pratica, mentre a bassa voce si recitava un antichissima formula segreta. Al termine delle girate la si lasciava cadere a terra.

Non aveva importanza il numero delle volte in cui la sedia veniva girata, importante, invece era il numero delle volte che la formula veniva recitata.

Dal modo in cui la sedia cadeva, la fattucchiera, riusciva a interpretare se il rituale aveva avuto successo o meno.

La sedia in questione alla fine del rito, non poteva essere più utilizzata, e veniva conservata sempre capovolta a terra.

Il rituale veniva celebrato di notte, quando le difese della “vittima” erano deboli, perchè il soggetto riposava e poteva facilmente essere influenzato e manipolato.

La formula recitata era custodita gelosamente e tramandata solo oralmente

Ci sono persone, che sostengono che questo particolare rituale d’amore, in particolare nel beneventano, venga tutt’oggi ancora praticato, non solo come legamento d’amore, ma anche per separare due persone, alcune fattucchiere partenopee giurano di aver fatto impazzire le persone con questo rituale.

Nella tradizione napoletana, sembra che il vota seggia, sia unito al rituale del cerone acceso davanti all’immagine di Sant’Antonio Abate capovolto, ma questa è un altra storia…

 

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Fonte immagini: Internet